Il Peeling chimico per il trattamento degli inestetismi cutanei

Il peeling chimico è una tecnica nota da secoli, i Greci, gli Egizi, i Babilonesi, gli Indiani ed i Turchi utilizzavano varie sostanze come le polveri, la pomice, i fiori e le piante al fine di ottenere una cute luminosa e levigata.
Se usato ripetutamente il peeling ci permette di ottenere una cute compatta, omogenea e levigata. Attualmente per le sue caratteristiche e per i risultati ottenuti, il peeling è uno dei trattamenti estetici più richiesti. Anche quando la cute non mostra particolari patologie può essere utilizzato per un effetto di refreshening.

Come agisce il peeling?

Il peeling ha tre effetti: riduce la coesione tra le cellule dell’epidermide favorendone l’esfoliazione cutanea, stimola il turn over cellulare, stimola i fibloblasti a produrre nuove fibre collagene ed elastiche e la produzione di GAG ( i glucosaminoglucani) molecole che trattengono l’acqua e aumentano l’ idratazione del derma.
A seconda del tipo di acido utilizzato e della sua concentrazione il peeling agisce a vari livelli di profondità, si distinguono quindi in: superficiali, medi e profondi.

PEELING SUPERFICIALE

Il peeling superficiale realizza una desquamazione leggera, è indicato per ottenere l’eliminazione della pelle opaca e asfittica e per attenuare le macchie pigmentarie superficiali. Spesso è necessario eseguire più sedute per avere un risultato più evidente.
Si effettua con varie soluzioni di Acido Glicolico, Acido Tricloroacetico, Acido Salicilico e Acido Mandelico a concentrazioni variabili. L’esfoliazione è visibile ed in media ha una durata di circa 4- 7 giorni.
Si utilizza il peeling superficiale quando sono presenti: acne comedonica e papulo-pustolosa, si impiega inoltre per gli esiti cicatriziali superficiali post-acneici, le lentigo solari, il melasma ed il fotoinvecchiamento lieve. Il numero e la frequenza delle sedute può essere variabile e dipende dall’inestetismo e dalla “risposta” della cute al trattamento.

PEELING MEDIO

Nel peeling medio l’acido raggiunge lo strato basale dell’epidermide e il derma papillare, migliorando la texture cutanea. E’ indicato principalmente nell’acne papulo-pustolosa e nodulo-cistica, negli esiti cicatriziali di acne e varicella, nel melasma, nel fotoinvecchiamento con rugosità più marcate .
Il ringiovanimento cutaneo si manifesta con una maggiore levigatezza e consistenza della cute, e con una netta attenuazione delle discromie e delle sottili rughe superficiali.

PEELING PROFONDO

Le indicazioni del peeling profondo sono: un marcato grado di fotoinvecchiamento cutaneo, con rughe diffuse e più accentuate e gli esiti cicatriziali profondi.

GLI ACIDI

  • ACIDO GLICOLICO
    E’ un alfa-idrossiacido con azione esfoliante.E’ utile per rinnovare l’epidermide e renderla più luminosa e levigata. Il peeling è ideale per riparare i danni del sole, si usa su cute secca e grigia donandole lucentezza e omogeneità. Trattamenti ripetuti nel tempo amplificano la risposta cutanea all’acido con un beneficio durevole nel tempo.
  • ACIDO PIRUVICO
    E’ una sostanza esfoliante. Per le sue piccole dimensioni attraversa l’epidermide, dove favorisce una desquamazione cellulare, e raggiunge il derma papillare dove stimola i fibroblasti a produrre nuove fibre collagene ed elastiche. Per le sue peculiari proprietà seboregolatrici e cheratolitiche viene comunemente utilizzato per trattare l’acne, con grandi risultati terapeutici.
  • ACIDO MANDELICO
    E’ un alfa-idrossiacido estratto dalle mandorle. E’ ben tollerato e non fotosensibilizzante, così può essere utilizzato anche in estate, sebbene con le dovute attenzioni. Non produce bruciore intenso o eritema pur stimolando efficacemente l’ esfoliazione cellulare. E’ indicato nel trattamento dell’ acne, della rosacea, nel melasma, nel cloasma e nelle discromie cutanee.
  • TCA
    Normalmente soluzioni dal 10 al 25% sono usate per la realizzazione di peeling superficiali intraepidermici, mentre concentrazioni dal 30 al 40 % sono utilizzate per realizzare quelli che arrivano a livello del derma papillare. Trovano impiego nel trattamento dei disordini pigmentari: macchie ed esiti ipercromici post infiammatori

E’ necessario preparare la cute prima del peeling?
E’ corretto preparare la pelle con l’uso di formulazioni domiciliari contenenti alfa-idrossiacidi nelle due settimane precedenti il peeling per favorire una più rapida riparazione dei tessuti.
Anche l’uso di sostanze depigmentanti (idrochinone, acido cogico, acido azelaico) diminuisce notevolmente il rischio di reazioni post-infiammatorie e di pigmentazioni anomale.

Cosa si deve fare dopo il peeling?
Nei giorni seguenti il peeling la cute deve essere detersa con prodotti estremamente delicati, si deve evitare di sfregarla  per non provocare esfoliazione precoce.
Le creme idratanti ed antinfiammatorie sono un valido aiuto per favorire una più rapida guarigione. Naturalmente si devono evitare le esposizioni al sole utilizzando schermi ad elevata protezione soprattutto nel caso di pelli scure e predisposte ad iperpigmentazione.

Come si può dedurre, maggiore è la profondità del peeling, maggiore è la stimolazione cutanea e maggiori sono i benefici ottenibili ma più alta la probabilità di complicazioni, ecco perché è veramente importante che venga eseguito da un dermatologo plastico esperto che assista il paziente con consigli e controlli rigorosi. E’ fondamentale che il Dermatologo selezioni il paziente in base al fototipo ed allo spessore della cute e valuti quale tipo di sostanza utilizzare a seconda delle problematiche e delle aspettative che si vogliono risolvere.