LA DIAGNOSI PRECOCE È L’ARMA VINCENTE

Nell’ambito delle campagne di screening per la lotta ai tumori, un ruolo di primo piano spetta alla prevenzione del Melanoma cutaneo, la cui incidenza è aumentata negli ultimi 40 anni, probabilmente poiché sono cambiate alcune abitudini di vita come ad esempio quella di esporsi eccessivamente al sole.

Nella popolazione al di sotto dei 50 anni, il Melanoma è, in termini di incidenza, il terzo tumore più frequente nelle donne e il secondo negli uomini.

Il Melanoma è un tumore maligno che insorge quasi esclusivamente sulla cute, più spesso su cute sana o da un nevo (o neo) già presente sulla pelle.

Il comportamento biologico del Melanoma

Dopo una fase di crescita e proliferazione nell’ epidermide, che può durare alcuni anni (fase di accrescimento orizzontale), invade il derma dove può diffondersi a vari organi, attraverso i capillari ematici e linfatici (fase di accrescimento verticale, fig.1).

Il Melanoma maligno è un tumore molto aggressivo pertanto la diagnosi precoce e la sua asportazione chirurgica, con l’esame istologico, sono la carta vincente per una guarigione definitiva.

COSA FARE?

Alcuni nei (nevi) sono presenti sin dalla nascita o insorgono nei primi anni di vita (nevi congeniti), la maggior parte si manifesta più tardi solitamente entro  i 25-30 anni (nevi acquisiti).
Dopo questa età, la comparsa di un nuovo neo non è frequente, pertanto la sua insorgenza deve essere sempre guardata con attenzione.
Conoscere i propri nei è di grande utilità poiché ci consente di controllarli nel tempo per cogliere quelle minime variazioni di forma e/o di dimensione spesso indicative della trasformazione neoplastica.
Per questo motivo è opportuno che tutti si sottopongano ad un controllo dermatologico almeno una volta l’anno.
Tuttavia particolare attenzione devono avere coloro che hanno i capelli rossi e/o biondi, la pelle chiara che facilmente diventa rossa al sole, che hanno molti nevi e/o di forma irregolare, una familiarità o una storia personale di melanoma.
Fino ad alcuni anni fa, la diagnosi clinica del melanoma si basava esclusivamente sugli aspetti della lesione visibili ad occhio nudo e sulla regola dell’ ABCDE (fig 2).

Ad oggi la regola dell’ ABCDE, si completa e si integra con lo studio DERMOSCOPICO del nevo, della sua struttura e di tutti quelle caratteristiche che ci consentono di o un nevo mediante sia un ‘osservazione più approfondita che attraverso l’interpretazione delle strutture presenti.

L’ EPILUMINESCENZA per la diagnosi del Melanoma

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha sviluppato una serie di tecniche diagnostiche non invasive, tra queste un posto di rilievo occupa la DERMATOSCOPIA in EPILUMINESCENZA mediante la quale è possibile sia studiare un nevo accuratamente che archiviarne le immagini per riesaminarle e confrontarle con i controlli successivi.
E’ una tecnica strumentale non invasiva che consente il riconoscimento delle lesioni pigmentarie cutanee e consente la diagnosi precoce dei tumori non pigmentari e del Melanoma.

Il Dermatologo può, dopo aver ingrandito il nevo dalle 10 alle 80 volte, osservarne la struttura microscopica e riconoscere i caratteri dermoscopici non apprezzabili ad occhio nudo.
La presenza o l’assenza di questi caratteri e le modalità con cui essi si associano tra loro, permettono una diagnosi precoce del melanoma e delle lesioni atipiche.

caso E: Melanoma su nevo, infiltrante 0,7 mm

Melanoma in situ
caso H: EPILUMINESCENZA di Melanoma infiltrante

Non va tuttavia dimenticato che il Dermatologo non si limita all’aspetto dermatoscopico di un nevo, poiché egli deve integrare tra loro tutte quelle informazioni cliniche del paziente quali:

  • l’età
  • il fototipo
  • il grado di fotodanneggiamento,
  • il numero totale dei nevi
  • la familiarità e/o la storia personale di melanoma
  • i cambiamenti di forma e colore della lesione

che  consentono allo Specialista di identificare precocemente il Melanoma e tutti quei nevi sospetti per i quali è indicata l’ asportazione chirurgica con l’esame istologico.
La pelle è un organo superficiale che ci consente, tramite l’osservazione, di cogliere quelle iniziali variazioni, talora rivelatrici di un tumore cutaneo.

Imparare a controllare la nostra cute, attraverso un accurato autoesame, è senz’altro una solida base per evitare l’insorgere e l’evolversi di una patologia neoplastica di difficile risoluzione.

Antonella Vilardo

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