Melanoma in situ

La diagnosi precoce è l’arma vincente !

Nell’ambito delle campagne di screening per la lotta ai tumori, un ruolo di primo piano spetta alla prevenzione del Melanoma cutaneo, la cui incidenza è aumentata negli ultimi 40 anni, probabilmente poiché sono cambiate alcune abitudini di vita come ad esempio quella di esporsi eccessivamente al sole.

Nella popolazione al di sotto dei 50 anni, il Melanoma è, in termini di incidenza, il terzo tumore più frequente nelle donne e il secondo negli uomini.

Il Melanoma è un tumore maligno che insorge quasi esclusivamente sulla cute, più spesso su cute sana o da un nevo (o neo) già presente sulla pelle.

Il comportamento biologico del Melanoma

Nel periodo di crescita e sviluppo il Melanoma presenta delle caratteristiche peculiari (fig. 1). Nella prima fase le cellule neoplastiche proliferano rimanendo localizzate nell’epidermide. Questa  fase è detta di “crescita orizzontale”  o Melanoma in situ e si caratterizza per l’assenza di aggressività del tumore. Questo stadio può avere una durata variabile: da alcuni mesi a  molti anni come nella lentigo maligna (10 anni). Diagnosticare un Melanoma in situ (fig. 2-3) consente di eliminare radicalmente il tumore poichè non ha ancora acquisito le  potenzialità di dare metastasi a distanza.

Melanoma in situ

fig 2: Melanoma in situ

 Melanoma in situ

fig. 3: Melanoma in situ

Dopo un periodo di tempo variabile e non prevedibile, le cellule neoplastiche acquisiscono capacità invasive, infiltrano la membrana basale e colonizzano il derma reticolare e il sottocutaneo.  Inizia la fase di  crescita verticale, un momento peculiare per l’evoluzione tumorale, durante la quale il Melanoma acquisisce proprietà invasive e metastatizzanti (Melanoma invasivo  fig.: 4).

Melanoma infiltrante insorto su cute sana

fig. 4- Melanoma infiltrante insorto su cute sana

fig. 5: Melanoma nodulare acromico

In alcuni casi, le cellule del melanoma hanno una spiccata aggressività e la tendenza alla proliferazione con rapida invasione della membrana basale e dei tessuti sottostanti. In questi casi non è presente la fase di crescita orizzontale  e si parla di Melanoma nodulare.

 

La prognosi e la sopravvivenza sono strettamente legati allo spessore del Melanoma, cioè alla diffusione della proliferazione cellulare nella cute al momento della sua asportazione chirurgica.

Se è diagnosticato in fase iniziale, con l’ausilio dell’ Epiluminescenza, quando la proliferazione è contenuta negli strati più superficiali, la prognosi è molto buona.

Quando il Melanoma ha avuto il tempo di invadere e proliferare negli strati più profondi, prima della sua asportazione, la prognosi è  meno favorevole ed è in funzione di alcuni caratteri istologici quali lo spessore,  l’ulcerazione, le mitosi, l’infiltrato infiammatorio. Il paziente seguirà dei protocolli di controllo per sorvegliare la malattia nel tempo.

Il Melanoma è un tumore molto aggressivo pertanto la diagnosi precoce e la sua asportazione chirurgica sono la carta vincente per una guarigione definitiva.

 

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